settembre 2020

4 articles in settembre 2020

UN RICORDO DI DOMENICO TINI

Siamo stati insieme per vent’anni, gli anni della nostra giovinezza, del sacrificio e dell’amore per i malati. …….le notti a cucire ferite, a palpare addomi dolenti, a trasportare i sofferenti ai raggi, a prepararli per la sala operatoria…….. e, nelle pause, a prendere caffè e fumare sigarette, e qualche breve riposo su barelle accostate al muro della medicheria, noi medici più agevolati sul letto della guardia.      C’erano Lalla, Pellegrino, Palma, Graziano, e…… con te in sala operatoria.           E c’erano Negri e poi Furiosi, e poi c’eravamo noi: Leo, Ansuini, Appignanesi e gli altri…………………………..Tu sempre gioviale, …

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Soldati

 

 

 

Sciamavano i soldati per le strade della città, ieri,  come tanti anni fa.          Sembrava una dejavu, ma no, era proprio vero.                            L’aveva detto il giornale: “la caserma Iodice-Gonzaga a Foligno sarà  sede di un nuovo importante corso di studi per militari provenienti da tutta Italia.”                 La notizia e poi il vederli in giro  ha riportato alla mente immagini degli anni sessanta, quando la caserma ospitava la scuola di artiglieria da campo e da montagna.       A sera aprivano il portone che dava sul Viale della Stazione e fiumi di soldati inondavano il centro , con giovanile esultanza …

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La bambina albanese

 

   

Era festa in piazza.    Una sera d’estate, la manifestazione, la prima di una serie che avrebbero risvegliato il paese dal letargo invernale.                    Piazza deserta e  bar semideserti nei lunghi mesi d’inverno.         Pochi stranieri in paese, per mancanza d’offerta di posti di lavoro, per la politica dell’amministrazione, non molto favorevole all’accoglienza e all’immigrazione.         I pochi, non gente di colore, solo qualche albanese, arrivato da tempo.       Tra questi,una donna con i suoi due figli, forse un marito, ma non evidente, se pur esistente.          Lei da anni impegnata come cameriera in un ristorantino, da sembrare ad occhi inesperti e …

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A mio padre

Stava finendo l’inverno di quel 1957, forse l’anno della gran neve o era stato l’anno precedente, non ricordo.      Bambino di quell’età, che precede immediatamente l’adolescenza, in un mondo duro ,ostile.  L’essenziale per vivere , niente di più.       Se fosse mancato appena qualcosa, sarebbe stata solo miseria dignitosa.  Le scarpe con i ferretti per non consumare le punte, la maglia sulla pelle che graffia prima di adattarsi, mani e piedi freddi come la casa, al di fuori della stufa della cucina.     Bambini cattivi che giocano alla guerra di cui era ancora nell’aria il sapore, il maestro che commina  …

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