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24/4/2022 La marcia della pace Perugia-Assisi

 

 

 

 

 

C’era molta gente ieri alla marcia della pace Perugia-Assisi. C’era un popolo che sembrava distante dai suoi rappresentanti politici che hanno disertato la manifestazione, contrariamente al passato. Forse hanno pensato che la loro determinazione di fornire armi all’Ucraina non andava molto d’accordo con la sensibilità del popolo della pace. Questi infatti hanno invocato trattative subito, diplomazia per far cessare il massacro, certi che se le grandi potenze volessero, la pace si otterrebbe in pochi giorni. Ma l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina non si mettono d’accordo, ognuno tutela i …

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In Ucraina dietro Papa Francesco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra Papa Francesco

 

Non c’è altro da fare che questo, non rimane che questo.   Al di là delle ideologie democratiche e di quelle autocratiche, dei torti subiti o inferti, della giustizia dei tribunali internazionali e di tutto il resto che un’informazione asservita o saccente riesce ad inventarsi.  Non ci resta che incamminarci con il Papa, direzione Ucraina. Non è follia, è l’unico modo per fermare questa nuova esplosione del male che prende le sembianze degli aggressori russi, delle armi occidentali date agli ucraini per non soccombere, per continuare la …

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Neuroni e bit

 

 

 

Esistere, e la vita che si srotola nei giorni, negli anni, sino all’ultimo. Tutto quanto accade, lascia una traccia in noi, forma una gigantesca memoria, è il nostro hard-disk.  Ma non siamo solo memoria, siamo anche soft-ware, programmi che qualcuno ci ha messo dentro. Chi li ha messi dentro?   Forse sono il frutto di un sofisticato arco riflesso: dall’esperienza alla elaborazione corticale. E da qui il programma, che è una risposta, ora e in futuro, agli accadimenti, a prevenirli, a non subirli.  E questi infiniti programmi stanno lì, pronti, aspettano.  Qualcuno non è mai passato …

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  1. S. Agostino a Foligno

 

 

Sulla piazza, da un lato si affaccia la chiesa di S. Agostino e dall’altro quella della Collegiata di S. Salvatore.                I bombardamenti aerei della guerra avevano colpito duramente la via, in particolare avevano distrutto la bella chiesa della Madonna del Pianto, così detta per la statua della Madonna conservata in una cappella, che in occasione del terremoto del 1703 aveva sparso lacrime sul bel viso, e essendo stata portata in processione per le vie della città l’aveva preservata da ulteriori distruzioni. Ci si andava poco nella chiesa di S. Agostino, ci si andava per la ricorrenza …

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TRENI

I treni arrivano e partono nella casa di mattoni rossi bordati di bianco travertino, nostalgia fascica,                      attesa di un ritorno, di una nuova partenza.  Si  muovono i treni,  incessantemente, e con loro gli umani,        ancora stanchi delle strade fangose d’Europa,  da un monastero all’altro, a pregare Dio per non impazzire,              con i morsi della fame e del freddo, bagnati nelle lane grezze,  intrise di pioggia. Briganti sulle strade,                        li depredano,  li lasciano agonizzanti sul ciglio della strada. Poi furono littorine, tartarughe, pendolini, frecce.          Tutto ferro e corrente elettrica, corrono su rotaie, i bagni sempre lordi, non bisogna pisciarci, quando …

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La neve, a tratti, è scesa discreta, nell’aria senza vento.

Non molta, quanto basta per imbiancare il mondo, intorno a noi.

Camminiamo incuranti del freddo sulla pelle.

E’ un andare senza fatica,

grandi respiri puliscono i polmoni e ossigenano organi,

stanchi di troppa civiltà.

Dalla campagna il paese sul colle appare fatato,

la neve ha ricoperto le pietre, come in un amplesso senza fine.

Saliamo sin lassù, nessuno per le strade, non rumori oltre il crepitio dei nostri passi.

Improvviso, il suono delle campane si propaga per le strade, oltre le mura, nella campagna intorno.

E’ per noi …

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La basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio a Roma

                   

                                                                                                                                          

                                                                                         

 

 

 

Sant’Agostino nasce a Tagaste (attualmente in Algeria) nel 354, e muore vescovo, a Ippona nel 430.   Scrive molto non solo di teologia,  e poi compone  la sua opera più conosciuta: Le Confessioni,  sorta di autobiografia, dopo la conversione al cattolicesimo per l’influenza della madre Monica e di Ambrogio vescovo di Milano.   Da quel momento in poi, abbandonata la vita di piaceri e lontana da Dio , diventa un servo della chiesa, combatte le eresie del tempo, e si dedica alla ricerca teologica di cui diventa un maestro.   L’aspirazione a vivere da

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Bobo

 

 

 

Un tratto di campagna umbra ai piedi degli Appennini, altopiano di media quota intorno ai 500 metri.      Inizia a Nocera Umbra dove si arriva percorrendo la via Flaminia.        La strada, all’altezza di Foligno, dopo aver toccato Spoleto, e prima di proseguire per Perugia, devia a destra, e si snoda in un passaggio tra il monte Subasio a sinistra e i rilievi preappenninici a destra.       Raggiunge Nocera Umbra dopo 25 chilometri, salendo di 300 metri e si immette sull’altopiano che termina a Scheggia dopo altri 35 chilometri.             Lì attraversa la catena montuosa superando l’omonimo passo posto a poco

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UN RICORDO DI DOMENICO TINI

Siamo stati insieme per vent’anni, gli anni della nostra giovinezza, del sacrificio e dell’amore per i malati. …….le notti a cucire ferite, a palpare addomi dolenti, a trasportare i sofferenti ai raggi, a prepararli per la sala operatoria…….. e, nelle pause, a prendere caffè e fumare sigarette, e qualche breve riposo su barelle accostate al muro della medicheria, noi medici più agevolati sul letto della guardia.    C’erano Lalla, Pellegrino, Palma, Graziano, e…… con te in sala operatoria.    E c’erano Negri e poi Furiosi, e poi c’eravamo noi: Leo, Ansuini, Appignanesi e gli altri…………………………..

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La bambina albanese

 

   

Era festa in piazza.   

Una sera d’estate, la manifestazione, la prima di una serie che avrebbero risvegliato il paese dal letargo invernale.                                                                                                                          Piazza deserta e  bar semideserti nei lunghi mesi d’inverno. Pochi stranieri in paese, per mancanza d’offerta di posti di lavoro, per la politica dell’amministrazione, non molto favorevole all’accoglienza e all’immigrazione.  I pochi, non gente di colore, solo qualche albanese, arrivato da tempo.       Tra questi,una donna con i suoi due figli, forse un marito, ma non evidente, se pur esistente.          Lei da anni impegnata come cameriera in un ristorantino, da sembrare ad occhi inesperti e

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